Cinema

La Spartenza. Storia di una Lontananza

ITA | 2025 | documentario | 79′

Due sorelle tornano per qualche giorno a Minciucci, Sicilia, nella vecchia casa del loro padre. Della loro famiglia composta da 8 fratelli, quattro di loro sono emigrati in Australia negli anni ’50, una terra ricca di promesse.
Nei gesti semplici, quotidiani ma antichi, le due sorelle ripercorrono il filo dei ricordi della vita di tutta la famiglia, soprattutto di chi è partito: l’avventura, la lontananza, la nostalgia, il dolore.
Attraverso i filmati di famiglia, battesimi, matrimoni, funerali, La Spartenza. Storia di una lontananza è una ritratto familiare epico dalle sfumature antropologiche, che attraversa 60 anni di commovente legame tra due mondi lontani e traccia l’eredità emotiva di 60 milioni di italiani sparsi in tutto il mondo.
Locandina del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza". Sulla casa in pietra di metà del novecento, di notte, emerge dal comignolo la via Lattea

Trailer

Gli autori

Alessia e Domenico, figli di Teresa, la più giovane tra i fratelli Scarso protagonisti del documentario. Lei regista, lui montatore. Due fratelli che, per la prima volta, uniscono le proprie competenze e sensibilità per indagare e restituire in forma cinematografica le emozioni sospese nel tempo e disperse nella trama della memoria familiare. Uno sguardo intimo e condiviso, un lavoro a quattro mani che diventa anche un gesto affettivo: fratelli che raccontano fratelli, in continuità con il filo che lega la storia familiare.
I due autori del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza", Alessia e Domenico Scarso
In alto i due autori del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza", Domenico e Alessia Scarso. In basso le due protagoniste, Gina e Teresa Scarso

I personaggi

Gina e Teresa, le sorelle minori della famiglia Scarso, sono la voce narrante del racconto, coloro che ricostruiscono e consegnano le memorie familiari. I loro interventi e le vecchie lettere della madre ai figli lontani fungono da snodi narrativi, e nell’arco di una lunazione si ricostruisce la storia dei fratelli.
La relazione tra i fratelli in Italia e quelli in Australia fa da sponda alle vicende familiari lungo un arco di sessant’anni. Tra le due parti della famiglia il contatto rimane costantemente aperto e gli opposti del mondo dialogano tra loro, accompagnando il corso dell’evoluzione dei mezzi di comunicazione e filmici, nel lasso di tempo che va dalla fine degli anni Cinquanta a oggi.
Un dialogo fatto di parole, pronunciate o scritte, anche se spesso sono le immagini a imporsi sulle parole.
Un frame del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza"
Un frame del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza". Le due protagoniste Gina e Teresa guardano vecchie foto intorno a un tavolo
Un frame del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza". Sotto un albero di carrubo al tramonto Gina e Teresa siedono su due sedie
Un frame del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza". Collage di fotografie in bianco e nero di Giuseppe, uno dei fratelli emigrati in Australia
Un frame del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza". In un'immagine in pellicola super8 i passeggeri di una nave d'epoca in partenza salutano a terra
Un frame del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza". In un'immagine in pellicola super8 nastri colorati sporgono da una nave d'epoca
Un frame del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza". In un'immagine in pellicola super8 alcune persone salutano verso la macchina da presa
Un frame del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza". In un'immagine in pellicola super8 una donna in abito nuziale e circondata da parenti esce di casa tenuta a braccio dal padre
Un frame del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza". In un'immagine in pellicola super8 scena in esterno di un matrimonio, davanti a una chiesa, gli sposi circondati dai parenti si trovano in mezzo a un volo di colombe
Un frame del documentario "La Spartenza. Storia di una Lontananza". In un'immagine in pellicola super8 Giorgio gioca con i suoi figli piccoli e un triciclo, guardato dalla moglie

Note di regia

“La storia dei popoli è fatta di piccole vicende che si intrecciano a scenari più ampi. Le scelte di ogni individuo influenzano il corso degli eventi, e a loro volta queste sono guidate da forze che governano orizzonti più larghi.

La Spartenza. Storia di una lontananza è la storia di un percorso intimo di esplorazione di una microstoria, che finisce per riflettere la macrostoria. In questa storia ci sono 8 fratelli, due continenti, qualche gallina e una casa. Il 1957 è l’anno in cui le mura di questa casa vengono tirate su a mano, e in cui questo racconto ha inizio. Due sorelle decidono di tornare per qualche giorno in questa vecchia casa del loro padre. Si scatena la liberazione dei ricordi.

La loro famiglia, composta da otto fratelli, è stata colpita duramente dall’emigrazione. Tanti fili, tante storie da raccontare in una sola. Tutto il corso della vita, battesimi, matrimoni, funerali, scorre in un lungo filo del ricordo che diventa memoria storica. Il recupero delle vicende di una famiglia diventa simbolico recupero di tante esistenze.

Non importa per quale motivo si parte, la spartenza è una partenza con una separazione che tocca chiunque abbia accettato un destino migrante. È un distacco che separa i rami, che genera assenza in chi resta e che lacera chi parte. Affrontando la paura del dubbio e il timore di guardarsi indietro, il luogo del proprio esistere si sposta per sempre, talvolta con rassegnazione, sempre con dolore, in una trama che risuona nelle vite di milioni di migranti.

Emigrare vuol dire molte cose: abbandonare la propria casa, scoprire un paese nuovo, mantenere saldi i legami con le origini, integrarsi senza perdere la propria identità, mantenere la abitudini familiari, cercare continuamente il contatto con l’altra parte del mondo, riaffermare se stessi attraverso l’immagine visiva, affrontare i lutti lontani, proteggere i ricordi, accettare il compromesso di una nuova lingua coniandone una ibrida, come il siculish, a metà tra il siciliano e l’inglese.

Ho vissuto tutto questo da spettatrice privilegiata. Ho letto lettere, caricato bobine di pellicola, osservato incontri e telefonate. L’unicità e la potenza di questo percorso è il materiale di repertorio, di produzione amatoriale, che ripercorre 60 anni di storia: super8, poi vhs, poi dvd, infine videochiamate. Materiale che appartiene alla mia famiglia, e che con cura preziosa metto a disposizione del racconto per donarlo criticizzato alla Storia.

Non è nuovo l’utilizzo del materiale familiare e amatoriale per raccontare una storia. Il rapporto tra materiale intimo e forma pellicola è per ogni racconto ogni volta tutto da indagare, attraverso la potenza della giustapposizione delle proprie emozioni con la Storia, e non è un caso che ognuno di questi racconti trovi sempre una personalissima impronta narrativa.

Questo documentario è una sfida narrativa complessa, preziosa e importante. Ha generato movimenti che mi hanno portata a entrare e uscire dai ricordi dei personaggi, indagare gli effetti di chi è rimasto in Sicilia, scandagliare le emozioni, cercare i ricordi nelle fotografie e riportare in vita questi frammenti di storia. Una nave che parte. Una telefonata che sopraggiunge. È la sfida incredibile dell’esplorazione dell’animo umano: percepirne le flebili esternazioni nei gesti, interpretarne le parole non dette dagli sguardi, calarsi nella psiche di personaggi che non mi sono più parenti ma persone osservate nella loro più pura condizione umana di individui.

“Là dove cade il ciuccio, si pianta il seme”, recita un proverbio. Là dove si mette su famiglia, si piantano le radici.

Ecco il prezzo da pagare per chi emigra: disgregazione familiare e nostalgia, che alimentano quel senso di innato fatalismo che ogni siciliano si porta nel cuore.”

Alessia Scarso

Credits

 

title

La Spartenza. Storia di una Lontananza

year 2025
duration 79 minuti
country Italia
language Siciliano, Italiano, Inglese
shooting format 4K
screening formats DCP 4K
sound 5.1 + stereo
genre documentario
director Alessia Scarso
production Arà
Story and screenplay Alessia Scarso, Domenico Scarso
original score Marco Cascone
editing Alessia Scarso, Domenico Scarso
camera operators Filippo Chiesa, Alessia Scarso, Domenico Scarso, Gianluca Tela, Lorenzo Sammito
sound and mix

Vito Martinelli

colorist Natalia Raguseo
post production supervisor Antonella Esposito
financial consultant Vincenzo De Leo
music recording studio La Giara Musicale
telecinema Zenit Arti Audiovisive
mix studio Zero dB
color lab Imago VFX
subtitles Artis Project
distribution Arà

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28 novembre 2025

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